Furore Bianco Costa d’Amalfi DOC di Marisa Cuomo

Furore Bianco Costa d’Amalfi DOC di Marisa Cuomo

Furore Bianco Costa d’Amalfi DOC di Marisa Cuomo
Prima di calarci nel calice

E’ importante capire il contesto di territorio ed ambiente da cui il vino che andiamo a degustare si genera. Siamo in Costiera Amalfitana, pareti di roccia impervia che bruscamente calano a strapiombo in un mare blu profondo. Macchia mediterranea aggrappata con le unghie su pareti scoscese di roccia spigolosa, tanto affascinanti quanto inospitali, che non lasciano intendere alcuna possibilità di sfruttamento per colture agricole. Solo la tenacia e la caparbietà di chi ostinatamente ha voluto piegare la durezza della natura al proprio bisogno, strappando con fatica piccoli fazzoletti di terra alla roccia, creando col proprio lavoro terrazzamenti con pietre e terra di riporto, ha potuto prevalere su di un habitat tanto difficile e poco promettente. Non a caso queste colture si sono guadagnate l’appellativo di “Viticoltura eroica”.

Nello specifico ci troviamo a Furore, un paesino fatto di una manciata di casette spargole, che si stenta ad individuare come nucleo urbano dalle consuete caratteristiche dei piccolo borghi italici. Il mare, il sole del meridione d’Italia, una quota altimetrica ideale tra i 300 e i 500 metri, e un terreno roccioso, sono gli elementi naturali che imprimono indelebile il carattere ai vini della Cantina Marisa Cuomo. Una serie di ingredienti di qualità, magistralmente orchestrati da un’abile chef, a cui va riconosciuto il giusto merito di una produzione vinicola di eccellenza: l’enologo Luigi Moio.

Nel Calice

In Enoteca VagoInVino, la bottiglia di Furore 2016 è disponibile per la degustazione al calice con il dispenser del “Wine Emotional Tour”.

Wine Emotional Tour da VagoInVino

Nel calice luccica cristallino con una luminosità ipnotica, il colore e di un giallo paglierino tenue, una cromaticità poco carica. Chiudo gli occhi per concentrarmi sulle sensazioni odorose, qualche lieve rotazione del calice ed aspiro. Si accendono immagini di un mare da scogliera, che si infrange sulla roccia e sbruffa iodio e salsedine nell’aria. Poi i cespugli di ginestra e mirto accarezzati dalla brezza marina. La sensazione di brezza marina è forte.

In bocca irrompe e sorprende con una freschezza citrina potente, la sapidità iodata si fa subito avanti e si avvicenda alla prima sensazione acidula colta dal palato. Poi sentori di pesca bianca, ananas surmaturo, pompelmo rosa e un finale lieve di mandorla dolce.

Un vino bevibilissimo e di grande piacevolezza. Emerge costante il desiderio di ripetere il sorso.

Me lo immagino in compagnia di uno spaghettone alle vongole veraci, seduto in una terrazza affacciata sul mare della costiera amalfitana.