Abbinamenti cibo-vino: Prosciutto e Fichi

Abbinamenti cibo-vino: Prosciutto e Fichi

Abbinamenti cibo-vino: Prosciutto e Fichi

Siamo in estate! Una pietanza fresca, invitante e veloce a base di prosciutto e melone o prosciutto e fichi è quello che ci vuole nella calura estiva. Un’accoppiata Dolce-Salato, che ci aggrada proprio perché le due componenti si bilanciano ed armonizzano in una perfetta unione di sapori. E’ importante non appesantire il tutto con un vino grave, strutturato, impegnativo. Cerchiamo freschezza e leggerezza di bevuta.

Questa volta ci avventuriamo in una sperimentazione pura ed istintiva. Mettiamo a confronto un bianco di montagna ed un rosato meridionale nell’abbinamento al piatto per vedere quale dei due ne esce vincente.

Dal primo di aspettiamo prevalentemente freschezza (acidità), dal secondo una prevalenza di mineralità.

Il Vulture e l’Aglianico in rosa di Cantine del Notaio

Iniziamo l’esperimento con il rosato, un vino proveniente dalla Basilicata, nello specifico dal Vulture, un vulcano ai confini con la Campania, territorio di Aglianico. L’Aglianico è un’uva ricca di “antociani”, quegli elementi che conferisco il colore rosso-violaceo alle bucce dell’acino, infatti il tipico vino da uve Agliainico è un vino rosso cupo (Aglianico del Vulture DOC, Aglianico del Taburno DOCG, Taurasi DOCG, ecc), in questo caso però una vinificazione in bianco con breve permanenza del mosto a contatto con le bucce consente al produttore di realizzare un vino rosato. Stiamo parlando del “Rogito” di Cantine del Notaio, un rosato che spicca per mineralità e sentori di piccoli frutti rossi.

Nonostante le eccellenti qualità del vino, che servito fresco offre una bevuta piacevolissima ed invitante, l’abbinamento con la pietanza non ha dato grande soddisfazione. Il vino presenta delle note di “durezza” al gusto, che in combinazione con il prosciutto ha messo in risalto un aspetto “metallico” poco accattivante. Certamente il compagno più vocato per un vino come questo deve avere note “morbide” che facciano da contraltare ai sui aspetti più “mascolini”.

La Valle d’Aosta e il Petite Arvine di La Source

Proseguiamo il test con il bianco di montagna. Passiamo in Valle d’Aosta con un vino bianco a base di “Petite Arvine” della Cantina La Source. Il Petite Arvine è un’uva bianca tipica della Valle d’Aosta, i cui vigneti si sviluppano su quote altimetriche importanti, sino alle soglie dei 1000 metri. Ha una predilezione per l’ambiente montano in cui si è adattato, con elevate escursioni termiche che ne rendono particolarmente interessante il profilo aromatico dei suoi vini. Il vino bianco da Petite Arvine sviluppa una apprezzabile delicatezza ed eleganza ed è potenzialmente capace di affrontare affinamenti in vetro di lunga durata. L’abbinamento di oggi vede nel calice un 2015 (siamo a quasi tre anni dalla vendemmia), da cui ci aspettiamo comunque un importante tenore acido, tipico di un vino come questo, ma con una attenuata spigolosità e una ricchezza del gusto che gli deriva dalla maturità.

Decisamente la combinazione ora è più armoniosa. E’ una combinazione a tre, dove ogni elemento della squadra collabora per un risultato vincente. Il vino si presenta delicato e morbido e partecipa con il fico nello smorzare le note dure e sapide del prosciutto crudo stagionato. I sentori di frutta a polpa bianca si sposano in bocca in piena coerenza con il fico. Un finale ammandorato e una freschezza rilevante sono poi gli ingredienti che abbracciano la potenziale stucchevolezza del dolce fico. La bocca ne esce piacevolmente pulita.